Hanno compiuto cinque anni i cantieri del paesaggio promossi dall’Ecomuseo delle Acque. È un’età che non dimostrano: perché diversi e numerosi – circa un’ottantina – sono stati i partecipanti che dal 2014 si sono avvicendati per apprendere l’arte dei muri in pietra a secco, così come diversi sono stati i luoghi che hanno fatto da cornice a un’attività di formazione partita in sordina e trasformatasi in una vera e propria scuola.

Punti fermi dei cantieri sono stati gli artigiani della pietra Gianni Lepore e Tommaso Saggiorato, le amministrazioni comunali di Artegna e Montenars che hanno sostenuto un progetto innovativo e originale e la sezione italiana dell’Alleanza Mondiale per i Paesaggi Terrazzati che ha dato il suo convinto appoggio ai corsi.

Il primo lustro di cantieri sarà festeggiato con una mostra dal titolo Muri e cantieri. L’arte dei muri a secco nel Gemonese, allestita a Gemona nelle sale di Palazzo Elti in collaborazione con il Comune. L’inaugurazione, sobria come lo sono i muri a secco, è prevista per sabato 16 novembre, alle ore 17. I partecipanti potranno degustare un buon bicchiere di cjanorie, vitigno coltivato a Gemona grazie al sostegno garantito dalle merlature dei muri.

Protagonisti dell’esposizione sono i muri in pietra del Gemonese fotografati da Graziano Soravito,che ne ha colto l’essenza. Le foto scattate da Soravito documentano un paesaggio rurale che è il prodotto storico della cultura e del lavoro dell’uomo sulla natura: si soffermano sui muri e le opere più rappresentativi che attestano una cultura secolare (risalgono all’Ottocento e alla prima metà del Novecento), dipendono dalle risorse naturali del territorio (le pietre sono sempre di provenienza locale) e hanno prodotto espressioni formali strettamente legate al contesto geografico di riferimento (dai muri merlati di Osoppo e Ospedaletto alle muraglie ciclopiche di Plazzaris e Sopramonte di Buja, dalle altane del castello di Gemona ai terrazzi ricavati sulle prime pendici del monte Faeit ad Artegna).

La documentazione presente nella mostra riguarda anche i cantieri, che hanno permesso di tramandare un’arte antica – patrimonio immateriale dell’umanità – e di restituire al territorio una parte della sua storia.

La mostra, visitabile dal 16 novembre al primo dicembre, è aperta il lunedì dalle ore 9.30 alle ore 12.30 e nelle altre giornate anche durante il pomeriggio, dalle ore 14.30 alle ore 18.30.